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Rifare un sito senza perdere SEO: guida alla migrazione

Cambiare design, CMS, URL, dominio o hosting senza buttare via pagine, collegamenti e segnali costruiti nel tempo. Metodo, controlli e responsabilità prima, durante e dopo il lancio.

In breve

Nessuno può garantire posizioni immutate dopo un rifacimento. Si può però ridurre il rischio evitabile: misurare il sito attuale, inventariare ogni URL utile, definire una destinazione equivalente, impostare redirect permanenti, mantenere coerenti contenuti e segnali tecnici, testare il nuovo sito e monitorare Google e Bing dopo il lancio.

Gian Luca Partengo

Gian Luca Partengo
Sviluppatore web dal 1995 · siti su misura · Aggiornato:

Si può rifare un sito senza perdere la SEO?

Sì, se “senza perdere” significa proteggere ciò che esiste e ridurre gli errori controllabili, non promettere che Google congeli ogni posizione.

  1. 01Misura pagine, query, link e conversioni prima di cambiare
  2. 02Decidi per ogni vecchia URL se mantenerla, spostarla, unirla o rimuoverla
  3. 03Allinea redirect, canonical, link, sitemap e contenuto alla stessa destinazione
  4. 04Controlla crawl, indicizzazione, traffico ed errori per settimane dopo il lancio
Una migrazione SEO è una catena di decisioni verificabili, non un singolo plugin o un file di redirect.

“Migrazione” può indicare cinque lavori molto diversi

Prima di stimare rischio, tempi e controlli bisogna stabilire cosa cambia davvero per utenti e crawler.

Intervento Cosa cambia Rischio principale Controllo decisivo
Restyling Grafica, componenti e percorsi; le URL possono restare uguali Contenuti ridotti, link rimossi, HTML o prestazioni peggiorati Confronto pagina per pagina tra vecchio e nuovo output
Cambio CMS o tecnologia Sistema di pubblicazione, template, markup e spesso URL Slug, metadati, schema e status riscritti senza una mappa Inventario completo e test della risposta finale
Nuova architettura URL Percorsi, categorie, lingue o parametri cambiano 404, catene e destinazioni non equivalenti Mappa uno-a-uno e redirect permanenti server-side
Cambio dominio Cambia l’host di tutte o molte pagine Segnali divisi tra proprietà, varianti e sottodomini Redirect, proprietà verificate e Cambio di indirizzo quando applicabile
Cambio hosting o CDN Infrastruttura e DNS, senza modificare le URL visibili Downtime, DNS, TLS, header, WAF o capacità insufficienti Test del nuovo origin, TTL, monitoraggio e vecchio server ancora disponibile

Regola prudente

Google consiglia, quando possibile, di cambiare una cosa alla volta. Unire nello stesso istante dominio, CMS, architettura, design e contenuti rende più difficile trasferire i segnali e capire la causa di ogni problema.

Prima di progettare il nuovo sito, fotografa quello attuale

Se non conosci il punto di partenza non puoi distinguere una perdita, una stagionalità o una pagina che non produceva nulla già prima.

01

URL scansionabili

Crawl del sito, sitemap, menu, link interni, pagine orfane, parametri, PDF, immagini e risorse pubbliche utili.

02

Indicizzazione

Search Console e Bing mostrano URL indicizzate, escluse, canonical scelte, errori, redirect e blocchi da comprendere prima di copiarli.

03

Prestazioni organiche

Esporta almeno pagine, query, clic, impressioni, paesi e dispositivi su un periodo abbastanza lungo da riconoscere la stagionalità.

04

Backlink e citazioni

Individua le URL che ricevono collegamenti esterni, referral, menzioni, download o traffico diretto: non sempre coincidono con le più visitate.

05

Contenuti e metadati

Salva testo principale, title, description, heading, immagini, alt, dati strutturati, canonical, hreflang e date editoriali.

06

Obiettivi reali

Richieste, vendite, chiamate, iscrizioni e qualità dei contatti aiutano a non sacrificare una pagina utile soltanto perché il design sembra vecchio.

La mappa delle URL è il documento centrale della migrazione

Ogni vecchia risorsa deve avere una decisione esplicita, una destinazione e un esito tecnico verificabile.

Una riga per ogni URL

Vecchio indirizzo, nuovo indirizzo, motivo e controllo

La mappa collega URL sorgente, status attuale, traffico, backlink, contenuto, destinazione proposta, tipo di redirect, canonical atteso e persona responsabile.

Non si genera soltanto dalla sitemap: le URL storiche possono vivere in Search Console, backlink, log, vecchi feed, immagini, PDF, campagne e collegamenti salvati dagli utenti.

Equivalenza prima della somiglianza

La destinazione deve rispondere allo stesso bisogno. Reindirizzare una scheda specifica a una homepage generica non trasferisce contesto utile.

Una sola destinazione finale

Il vecchio URL deve arrivare direttamente alla pagina definitiva, evitando catene, loop, passaggi HTTP e varianti www intermedie.

Priorità verificabile

Prima si testano pagine con traffico, link, vendite o importanza reputazionale; poi si copre l’intero inventario.

Decisioni versionate

La mappa deve accompagnare sviluppo, collaudo e monitoraggio: non può restare un foglio dimenticato prima del go-live.

Redirect 301, canonical, 404 e 410 non sono intercambiabili

Ogni strumento comunica una situazione diversa. Usarlo per comodità invece che per significato produce segnali contraddittori.

Situazione Strumento Messaggio Errore comune
La risorsa si è spostata definitivamente 301 o 308 server-side La destinazione deve sostituire la sorgente come URL principale 302, JavaScript o catene quando è disponibile un redirect diretto
Lo spostamento sarà realmente annullato 302 o 307 La sorgente può restare l’URL mostrata nei risultati Usarlo per mesi su una migrazione permanente
Due URL accessibili mostrano contenuto uguale o molto simile rel=canonical coerente Indica la versione preferita senza spostare l’utente Usarlo al posto del redirect quando la vecchia pagina va dismessa
La risorsa non esiste e non ha un equivalente 404 o 410 reale Comunica che la URL non offre più il contenuto richiesto Restituire 200 con una pagina vuota o inviare tutto alla home

Non migrare soltanto le URL: preserva significato e utilità

Una pagina nuova può rispondere 200 e avere un redirect perfetto, ma perdere valore se il contenuto e le relazioni che la rendevano utile sono scomparsi.

Contenuto e intento

Mantieni risposte, prove, dati, prodotti e sezioni che soddisfano il bisogno della ricerca; migliora ciò che è debole senza svuotare la pagina.

Title, heading e snippet

Titolo, H1, description e contenuto principale devono descrivere la stessa pagina. Riscriverli tutti insieme rende meno leggibile l’effetto della migrazione.

Dati strutturati ed entità

Ricostruisci soltanto markup coerente con ciò che resta visibile: organizzazione, autore, prodotti, breadcrumb, FAQ e relazioni non devono raccontare una realtà vecchia.

Link e architettura interna

Aggiorna menu, breadcrumb, link contestuali, footer e feed direttamente alle nuove URL, senza affidarti ai redirect per la navigazione interna.

Coerenza dei segnali

Redirect, canonical, sitemap e link devono indicare la stessa pagina

Google considera redirect e canonical segnali forti e la sitemap un segnale più debole. Se puntano a destinazioni diverse, il motore deve risolvere una contraddizione creata dal sito.

La nuova URL dovrebbe essere auto-canonical, restituire 200, comparire nella sitemap e ricevere i link interni; la vecchia dovrebbe reindirizzare direttamente a quella destinazione.

Lo staging deve restare privato senza contaminare la produzione

Il nuovo sito va testato come se fosse live, ma senza diventare una copia pubblica indicizzabile o portarsi dietro blocchi al momento del lancio.

  1. 01

    Proteggi l’accesso

    Autenticazione server-side o restrizioni di rete sono preferibili a un semplice robots.txt pubblico per impedire accessi indesiderati.

  2. 02

    Prepara la rimozione dei blocchi

    Se usi noindex o disallow durante lo sviluppo, mantieni una checklist esplicita per eliminarli dal sito pubblico.

  3. 03

    Testa gli status reali

    Verifica 200, redirect, 404, 410 e 5xx con richieste HTTP, non soltanto guardando ciò che appare nel browser.

  4. 04

    Crawla entrambe le versioni

    Confronta inventario, titoli, heading, canonical, hreflang, schema, immagini, PDF e link interni vecchi e nuovi.

  5. 05

    Prova la mappa completa

    Ogni URL sorgente deve raggiungere in un solo passaggio la destinazione prevista e nessuna regola deve creare loop o collisioni.

  6. 06

    Verifica moduli e conversioni

    Contatti, checkout, chiamate, email e conferme devono funzionare prima di spostare il traffico: la SEO non serve se il percorso commerciale si rompe.

  7. 07

    Controlla prestazioni e accessibilità

    Layout, immagini, font, JavaScript, focus, tastiera, errori e tecnologie assistive vanno verificati sui template rappresentativi.

  8. 08

    Congela il perimetro del lancio

    Nuove idee, testi tardivi e funzioni non essenziali vengono pianificati dopo: cambiare continuamente impedisce un collaudo affidabile.

Una migrazione multilingua moltiplica relazioni e possibilità di errore

Ogni lingua ha URL, canonical, alternative e contenuti propri. Tradurre il template non ricostruisce automaticamente queste relazioni.

Mappa per lingua

Ogni vecchia variante linguistica punta alla nuova pagina equivalente nella stessa lingua, non alla home italiana o a una lingua predefinita.

Canonical nella stessa lingua

Le versioni tradotte restano auto-canonical; canonicalizzare tutte le lingue su una sola pagina può farle trattare come duplicati.

Hreflang reciproci

Ogni pagina elenca se stessa e tutte le alternative definitive, con lo stesso insieme di relazioni sulle altre versioni.

Sitemap e navigazione

Sitemap, selettore lingua e link interni devono usare URL finali raggiungibili, senza redirect o varianti legacy.

Per URL, hreflang, canonical e localizzazione consulta anche la guida completa alla SEO e GEO multilingua.

Una pagina vecchia non deve essere reindirizzata a qualunque costo

Il risultato corretto dipende dall’esistenza di un contenuto equivalente e dal valore che quella URL conserva per persone e motori.

Mantenere

Stessa URL, contenuto ancora utile

Preserva l’indirizzo e migliora la pagina in modo misurato. È il percorso meno rischioso quando struttura e intento restano validi.

Spostare

Nuova URL, stesso bisogno

Usa un redirect permanente diretto verso la destinazione equivalente e aggiorna tutti i link interni alla nuova URL.

Accorpare

Più pagine diventano una risorsa migliore

La nuova pagina deve coprire davvero gli intenti utili delle sorgenti. Redirect automatici verso una pagina vaga non bastano.

Rimuovere

Nessun sostituto pertinente

Restituisci 404 o 410 reale, elimina la URL da sitemap e link interni e offri una pagina di errore utile senza mascherare lo status.

Non reindirizzare tutto alla homepage

Una homepage non è l’equivalente universale di prodotti, articoli, servizi e documenti eliminati. Questo comportamento confonde gli utenti, può produrre soft 404 e nasconde quali contenuti sono realmente scomparsi.

Il lancio è una procedura, non il momento in cui si preme “pubblica”

Ordine, responsabilità e possibilità di ripristino riducono l’intervallo in cui utenti e crawler ricevono risposte contraddittorie.

  1. 01

    Blocca modifiche non essenziali

    Contenuti, mappa URL e configurazione restano stabili durante la finestra di lancio.

  2. 02

    Salva evidenze e backup

    Conserva vecchio sito, database, configurazioni, DNS, certificati, esportazioni e piano di rollback proporzionato al progetto.

  3. 03

    Pubblica sito e redirect insieme

    Evita finestre in cui le nuove URL esistono ma le vecchie restituiscono errori o puntano ancora a destinazioni intermedie.

  4. 04

    Rimuovi blocchi temporanei

    Controlla noindex, robots.txt, autenticazione, WAF e header sulla risposta live dopo cache, CDN e routing.

  5. 05

    Aggiorna sitemap e proprietà

    Invia la sitemap con URL finali, preserva le verifiche e usa Cambio di indirizzo soltanto nei casi di dominio supportati.

  6. 06

    Notifica Bing e IndexNow

    Aggiorna Bing Webmaster Tools e segnala URL aggiunte, modificate, spostate o rimosse; la ricezione non garantisce indicizzazione.

  7. 07

    Esegui un crawl di produzione

    Confronta immediatamente status, catene, canonical, link, hreflang, schema e risorse con la mappa approvata.

  8. 08

    Verifica i percorsi commerciali

    Invia moduli di prova, completa checkout rappresentativi e controlla email, eventi e conferme nell’ambiente reale.

La migrazione riguarda anche Bing, Copilot e le risposte AI

I sistemi che cercano e citano il Web dipendono da URL raggiungibili, contenuti coerenti e indici aggiornati. Non esiste però un pulsante universale che trasferisca tutte le citazioni.

01

Google Search

Redirect, canonical, sitemap e link aiutano Google a riconoscere la nuova pagina mentre scansiona vecchie e nuove URL.

02

Bing e Copilot

Bing Webmaster Tools permette di osservare redirect, URL indicizzate, errori e segnali utili anche alle esperienze di grounding.

03

IndexNow

Può notificare rapidamente URL aggiunte, aggiornate, spostate o eliminate; non sostituisce sitemap, crawl e qualità della pagina.

04

Crawler AI

Robots.txt, WAF e CDN devono consentire soltanto gli accessi desiderati alle nuove URL, senza ereditare blocchi accidentali dallo staging.

05

Citazioni storiche

Una risposta AI può conservare per un periodo una vecchia URL o un testo non aggiornato. Il redirect protegge l’arrivo, ma non garantisce il momento del refresh.

06

Entità coerenti

Nome, autore, organizzazione, servizi, prodotti, contatti e dati strutturati devono descrivere la stessa realtà prima e dopo la migrazione.

Per visibilità e citabilità consulta come apparire su ChatGPT e nelle AI ; per accessi e bot leggi llms.txt, robots.txt e crawler AI.

Dopo il lancio non guardare soltanto il traffico totale

Il confronto per pagina, query, tipo di errore e intervallo temporale distingue assestamenti normali da problemi che richiedono una correzione.

Quando Controllo Segnale Azione
Prime 24 ore Uptime, DNS, TLS, status, redirect, robots, noindex, moduli Errori tecnici immediati e percorsi interrotti Correggere subito o applicare il rollback previsto
Prima settimana Log, crawl, 404, catene, sitemap, URL Inspection Scoperta e risposta delle URL prioritarie Riparare la mappa e i segnali incoerenti
Prime 4–6 settimane Indicizzazione, clic, impressioni, query, pagine e conversioni Trasferimento progressivo e variazioni persistenti Analizzare per gruppo di URL, non reagire al solo totale
Trimestre successivo Trend, backlink aggiornati, redirect ancora attivi, qualità dei contatti Stabilità del nuovo asset e opportunità editoriali Ottimizzare contenuti senza confondere il dato della migrazione

Otto errori che trasformano il rifacimento in una perdita evitabile

Sono problemi spesso invisibili nell’anteprima grafica, ma evidenti a crawler, utenti, motori e sistemi di misurazione.

“Le vecchie URL non servono più”

Cambiare tutti gli slug senza inventario rompe link, cronologia, preferiti e segnali costruiti nel tempo.

“Reindirizziamo tutto alla home”

La destinazione non è equivalente, l’utente perde il contesto e Google può interpretare la risposta come soft 404.

“Il plugin farà la migrazione SEO”

Uno strumento può applicare regole; non decide quali contenuti sono equivalenti, quali pagine convertono o quali segnali vanno preservati.

“Cambiamo tutto insieme”

Dominio, CMS, URL, design e testi simultanei aumentano rischio e rendono difficile isolare la causa di un calo.

“Il nuovo sito è bello, quindi è migliore”

Una grafica riuscita non compensa contenuti ridotti, HTML povero, prestazioni peggiori, moduli rotti o accessibilità trascurata.

“Il canonical sostituisce il redirect”

Il canonical non sposta l’utente e resta un’indicazione. Se la vecchia risorsa è dismessa serve un redirect permanente adeguato.

“Dopo il lancio aspettiamo e basta”

Le oscillazioni possono essere normali, ma errori, blocchi e catene vanno individuati subito: aspettare non corregge una configurazione sbagliata.

“Possiamo spegnere subito il vecchio dominio”

Redirect, verifiche e backlink storici richiedono continuità. Dominio e infrastruttura minima vanno mantenuti per il tempo necessario.

Checklist essenziale prima di approvare il go-live

Dieci controlli che devono produrre evidenze, non semplici conferme verbali.

  1. 01

    Inventario completo

    Crawl, sitemap, Search Console, Bing, log, backlink, PDF, immagini e campagne sono confluiti nella lista delle URL.

  2. 02

    Mappa approvata

    Ogni sorgente ha una decisione, una destinazione pertinente, uno status e un responsabile.

  3. 03

    Redirect testati

    Le URL prioritarie e poi l’intero elenco raggiungono direttamente la destinazione senza loop o catene.

  4. 04

    Segnali coerenti

    Canonical, sitemap, link interni, hreflang e redirect indicano le stesse URL finali.

  5. 05

    Contenuti verificati

    Intento, informazioni, prove, prodotti, immagini, metadati e schema sono presenti e aggiornati.

  6. 06

    Blocchi rimossi

    Il piano di lancio elimina autenticazione, noindex e disallow temporanei senza aprire aree private.

  7. 07

    Template collaudati

    Responsive, browser, tastiera, tecnologie assistive, prestazioni, errori e risorse sono stati provati su casi rappresentativi.

  8. 08

    Conversioni funzionanti

    Moduli, email, chiamate, checkout, pagamenti, consensi e conferme hanno superato test end-to-end.

  9. 09

    Proprietà e monitoraggio pronti

    Search Console, Bing Webmaster Tools, analytics proporzionata, log e notifiche hanno accessi e baseline disponibili.

  10. 10

    Rollback e responsabilità definiti

    È chiaro chi decide, chi interviene, quali evidenze conserva e come si ripristina il servizio in caso di errore grave.

Come gestisco una migrazione da WordPress a un sito su misura

Non correggo il vecchio tema né trasferisco plugin e debito tecnico: analizzo l’asset, progetto il nuovo sistema e porto con me soltanto ciò che ha valore.

Metodo GLP

Prima l’audit, poi un preventivo e un perimetro verificabili

L’audit di migrazione separa diagnosi e vendita: fotografa il sito attuale, individua rischi e priorità e produce il piano su cui stimare la ricostruzione.

  • Analisi tecnica, editoriale e SEO del sito attuale
  • Inventario di contenuti, URL, funzioni, integrazioni e dipendenze
  • Mappa preliminare di mantenimento, accorpamento, redirect e rimozione
  • Nuova architettura costruita senza CMS e plugin non necessari
  • Test di prestazioni, sicurezza, accessibilità, SEO e conversioni
  • Lancio selettivo, Search Console, Bing e monitoraggio post-pubblicazione
Servizio Perimetro Prezzo imponibile
Audit di migrazione Analisi, rischi, mappa preliminare, piano d’azione e preventivo fisso 175 €
Essential Ricostruzione essenziale su misura secondo il perimetro approvato 1.000 €
Pro Progetto più articolato, contenuti, componenti e migrazione estesa da 2.500 €
E-commerce essenziale Catalogo, checkout e URL commerciali nel piano di migrazione da 4.500 €

Il prezzo finale dipende dal perimetro rilevato. Consulta il percorso completo per uscire da WordPress. Nessun intervento garantisce posizioni, traffico o citazioni immutati.

Fonti primarie verificate

Le raccomandazioni tecniche derivano da documentazione Google, Search Console, Bing e IndexNow; il metodo operativo e commerciale è una sintesi professionale dichiarata.

  1. Google Search Central — Site moves con modifiche alle URL

    Preparazione, mappa URL, redirect, oscillazioni, Search Console e monitoraggio di una migrazione.

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  2. Google Search Central — Cambio hosting senza modifiche URL

    DNS, TTL, infrastruttura, rimozione dei blocchi temporanei e monitoraggio del nuovo server.

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  3. Google Search Central — Redirect e Google Search

    Differenze tra redirect permanenti e temporanei e preferenza per redirect server-side.

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  4. Google Search Central — Canonicalizzazione

    Redirect, rel=canonical e sitemap come segnali di forza diversa per consolidare URL duplicate.

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  5. Search Console — Strumento Cambio di indirizzo

    Quando usarlo per un cambio dominio, requisiti, limiti e controlli preliminari.

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  6. Google Search Central — Analizzare i cali di traffico

    Search Console, confronti temporali, stagionalità, aggiornamenti e problemi di migrazione.

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  7. Google Search Central — Errori di crawling e soft 404

    Uso corretto di 404 e 410 quando una risorsa non esiste e non ha un sostituto.

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  8. Google Search Central — Versioni localizzate

    URL linguistiche, hreflang reciproci, URL assoluti e x-default nei siti multilingua.

    Apri la fonte
  9. IndexNow — Documentazione e FAQ

    Notifica di URL aggiunte, aggiornate, spostate o eliminate e uso dopo migrazioni e redesign.

    Apri la fonte
  10. Bing Webmaster Guidelines

    Redirect permanenti, rimozioni, crawling, rendering e continuità delle citazioni e del grounding.

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Fonti controllate il 7 agosto 2026. Interfacce, nomi dei report e supporto dei motori possono cambiare: prima di una migrazione ricontrolla sempre la documentazione ufficiale.

Domande frequenti sulla migrazione SEO

Risposte dirette su posizionamento, redirect, dominio, WordPress, tempi e responsabilità.

È possibile garantire che non perderò nessuna posizione?

No. Le posizioni cambiano continuamente e una migrazione richiede nuove scansioni e valutazioni. Un lavoro professionale preserva i segnali utili, elimina errori evitabili e monitora gli scostamenti; non può congelare l’algoritmo o la concorrenza.

I redirect 301 fanno perdere PageRank?

Google dichiara che 301 e altri redirect permanenti non causano perdita di PageRank. La destinazione deve però essere pertinente e la migrazione deve evitare catene, errori e segnali contraddittori.

Devo mantenere esattamente tutte le vecchie URL?

Quando una URL è chiara, stabile e ancora coerente conviene spesso mantenerla. Se l’architettura deve cambiare, ogni vecchia URL utile richiede una destinazione equivalente e un redirect permanente.

Posso reindirizzare tutte le pagine eliminate alla homepage?

No. La homepage raramente è un sostituto equivalente. Pagine accorpate vanno indirizzate alla risorsa pertinente; quelle senza sostituto devono restituire un vero 404 o 410.

Quanto tempo impiega Google a recepire una migrazione?

Non esiste un tempo fisso. Google indica che un sito medio può richiedere alcune settimane perché molte pagine vengano riscansionate; dimensioni, velocità del server, link, sitemap e frequenza di crawl influenzano il processo.

Quando si usa lo strumento Cambio di indirizzo?

Dopo aver spostato e reindirizzato un sito da un dominio o sottodominio a un altro, verificando entrambe le proprietà. Non serve per semplici cambi di percorso interni o per il solo passaggio da HTTP a HTTPS.

Posso cambiare dominio, CMS, design e testi nello stesso giorno?

È tecnicamente possibile ma aumenta rischio e ambiguità. Google consiglia, quando possibile, di separare i cambiamenti. Se devono coincidere servono una baseline più solida, test completi e monitoraggio più lungo.

Come si impedisce che lo staging venga indicizzato?

Proteggilo con autenticazione o restrizioni server-side. Noindex e robots.txt possono essere livelli aggiuntivi, ma vanno rimossi con certezza dal sito pubblico e robots.txt non protegge contenuti riservati.

Uscire da WordPress significa copiare il database?

Non nel mio metodo. Analizzo e recupero contenuti, media, URL e funzioni necessarie, poi ricostruisco il sito su misura senza trasferire tema, plugin e debito tecnico che hanno motivato la migrazione.

IndexNow sostituisce la sitemap?

No. IndexNow notifica rapidamente URL cambiate; la sitemap mantiene l’inventario canonico complessivo. Dopo una migrazione possono lavorare insieme, ma nessuno dei due garantisce indicizzazione.

Per quanto tempo vanno mantenuti i redirect?

Vanno mantenuti a lungo e spesso senza una scadenza utile, soprattutto per cambio dominio, backlink, preferiti e campagne storiche. Rimuoverli presto ricrea errori per utenti e crawler.

Quanto costa una migrazione da WordPress?

Il percorso parte dall’audit di migrazione da 175 €. La ricostruzione segue il perimetro approvato: Essential 1.000 €, Pro da 2.500 € oppure E-commerce essenziale da 4.500 €, prezzi imponibili. Complessità, contenuti e integrazioni determinano il preventivo finale.

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Prossimo passo

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Partiamo dall’audit: fotografo URL, contenuti, segnali e rischi del sito attuale e preparo un piano verificabile prima di stimare la ricostruzione.

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