Gian Luca Partengo Gian Luca Partengo

Guide

AI Act dal 2 agosto 2026: cosa cambia per chatbot, contenuti e siti web

Non ogni sito che usa l’intelligenza artificiale deve mostrare la stessa etichetta. Ruolo, funzione, contenuto e controllo umano determinano cosa verificare e come implementarlo.

Risposta breve

Se il sito fa interagire una persona con un sistema AI, l’interazione deve essere riconoscibile fin dall’inizio, salvo che sia già evidente. Contenuti sintetici, deepfake e testi di interesse pubblico seguono regole diverse. L’avviso visibile non sostituisce marcatura tecnica, privacy, accessibilità o sicurezza.

Gian Luca Partengo

Gian Luca Partengo
Sviluppatore web dal 1995 · siti su misura · Aggiornato il

Il tuo sito deve cambiare? Dipende da cosa fa davvero

La presenza della parola “AI” nel prodotto non basta. Conta il comportamento osservabile dall’utente e il modo in cui l’output viene pubblicato.

Chatbot o agente conversazionale

Se una persona scambia messaggi direttamente con un sistema AI, va verificato l’avviso all’inizio della prima interazione e la sua effettiva percepibilità.

Immagini, audio, video o testi generati

Occorre distinguere la marcatura leggibile dalle macchine, a carico del provider in determinati casi, dalla disclosure visibile richiesta al deployer per alcuni contenuti.

AI usata solo come assistente

Correzione, ricerca, bozza o supporto interno non producono automaticamente un obbligo di etichettare ogni pagina. Finalità, trasformazione e controllo umano restano decisivi.

Nessuna funzione AI esposta

Un sito vetrina senza chatbot, generazione dinamica o contenuti sintetici rilevanti non diventa soggetto all’articolo 50 soltanto perché è stato sviluppato con strumenti AI.

2 agosto 2026: la scadenza è reale, la proroga generale no

Le nuove linee guida della Commissione chiariscono l’applicazione delle regole di trasparenza dell’articolo 50.

  1. 0120 luglio 2026 — pubblicate le linee guida della Commissione
  2. 022 agosto 2026 — si applicano gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50
  3. 032 dicembre 2026 — termine limitato per la marcatura di alcuni sistemi già sul mercato
  4. 04Nessun obbligo generale di rietichettare retroattivamente ogni contenuto precedente
Il periodo fino al 2 dicembre riguarda soltanto l’obbligo del provider di marcare e rendere rilevabili gli output di determinati sistemi già immessi sul mercato prima del 2 agosto.

Non aspettare dicembre per il chatbot

Il periodo transitorio non rinvia in blocco avvisi nelle interazioni, disclosure dei deployer o verifiche sul sito. Va applicato solo al perimetro indicato dalla norma.

Provider, deployer, integratore, editore: chi deve fare cosa

Lo stesso sito può coinvolgere più soggetti. Il contratto aiuta, ma non sostituisce l’analisi del ruolo concretamente svolto.

Ruolo Chi è Esempio sul sito Controllo decisivo
Provider Sviluppa un sistema AI o lo immette sul mercato o in servizio con il proprio nome o marchio. Piattaforma che fornisce il motore conversazionale o sistema proprietario offerto ai clienti. Design dell’avviso, documentazione e marcatura tecnica degli output quando applicabile.
Deployer Usa un sistema AI sotto la propria autorità nell’attività professionale. Azienda che inserisce nel proprio sito il chatbot di un fornitore. Configurazione, contesto d’uso, disclosure richiesta e rispetto delle istruzioni del provider.
Integratore o sviluppatore Collega modello, interfaccia, dati e strumenti per conto del titolare del sito. Realizza il widget, il flusso RAG, le API e le azioni dell’agente. Non rimuovere salvaguardie, documentare scelte e capire se una modifica sostanziale cambia il ruolo.
Editore responsabile Persona o organizzazione che controlla, approva e si assume la responsabilità della pubblicazione. Redazione che verifica e riscrive un articolo preparato con AI. Controllo umano sostanziale e responsabilità reale, non un passaggio formale.

Un dipendente o collaboratore che usa lo strumento sotto la responsabilità dell’azienda non diventa automaticamente un deployer distinto. Assetto, autorità e modifiche vanno verificati nel caso concreto.

Chatbot e agenti AI: l’utente deve capirlo subito

L’articolo 50 riguarda sistemi destinati a interagire direttamente con persone fisiche. L’eccezione del carattere “ovvio” va interpretata con prudenza.

Regola di interfaccia

L’avviso arriva prima che l’equivoco sia possibile

La Commissione indica un’informazione chiara e distinguibile al più tardi all’inizio della prima interazione. Un testo nascosto nella privacy policy non svolge la stessa funzione.

La comunicazione deve rispettare i requisiti di accessibilità applicabili. Deve rimanere comprensibile anche con tastiera, screen reader, zoom e contrasto elevato.

Nome esplicito

“Assistente virtuale basato su AI” è più chiaro di un nome umano senza spiegazione. Il tono del personaggio non deve mascherarne la natura.

Avviso persistente

Il messaggio iniziale può essere accompagnato da un indicatore stabile nell’intestazione della chat, soprattutto se la conversazione è lunga o riaperta.

Limiti e passaggio umano

Spiegare cosa può fare, cosa non deve ricevere e come contattare una persona riduce errori, false aspettative e invio di dati non necessari.

Niente dark pattern

L’avviso non va attenuato, coperto dal pulsante, presentato dopo l’invio del primo messaggio o reso illeggibile per proteggere il design.

Marcatura tecnica e disclosure visibile non sono la stessa cosa

Una serve alla rilevabilità lungo la filiera; l’altra informa direttamente la persona esposta al contenuto.

Marcatura del provider

I provider di sistemi che generano audio, immagini, video o testo sintetici devono rendere gli output rilevabili e marcati in formato leggibile dalle macchine, nei limiti tecnicamente previsti.

Disclosure del deployer

Chi usa l’AI per generare o manipolare un deepfake deve dichiararne chiaramente l’origine artificiale. Per testi di interesse pubblico si applica una regola specifica.

Eccezioni mirate

Editing standard, output che non alterano sostanzialmente input o significato e alcuni contesti tecnici possono ricadere fuori dalla marcatura: non è un’esenzione generale per ogni assistente.

Etichetta umana

Metadati, watermark o credenziali di provenienza non sostituiscono automaticamente un messaggio visibile quando il deployer deve informare le persone.

Due livelli, due verifiche

Il sito deve preservare i segnali tecnici disponibili e mostrare la disclosure quando dovuta. Aggiungere soltanto una scritta “creato con AI” non dimostra che la filiera sia stata gestita correttamente.

Testi generati con AI: il controllo editoriale cambia il risultato

L’obbligo specifico non riguarda indistintamente ogni descrizione prodotto, email o bozza. Riguarda testi pubblicati per informare il pubblico su materie di interesse pubblico.

Perché scatti la regola devono coesistere pubblicazione, finalità informativa verso il pubblico e materia di interesse pubblico. La Commissione invita a valutare contesto, destinatari e funzione reale del testo.

L’eccezione richiede un processo di revisione umana o controllo editoriale e una persona fisica o giuridica che assuma la responsabilità editoriale. Correggere refusi o approvare senza verificare non equivale a un controllo sostanziale.

Bozza AI, riscrittura umana

Fonti controllate, affermazioni verificate, struttura rielaborata e responsabilità editoriale documentata descrivono un processo reale, non un clic finale.

Articolo automatico

Una pubblicazione automatica su salute, politica, sicurezza o altri temi di interesse pubblico richiede una valutazione molto più rigorosa e può richiedere disclosure.

Descrizione commerciale

Una scheda prodotto non rientra automaticamente nella regola sui testi di interesse pubblico, ma resta soggetta a correttezza, pubblicità, proprietà intellettuale e altre norme.

Registro editoriale

Versioni, fonti, autore della revisione, data e criteri di approvazione rendono verificabile ciò che altrimenti resterebbe una dichiarazione generica.

Otto casi web: cosa controllare prima di pubblicare

La tabella non sostituisce l’analisi legale, ma evita di applicare la stessa soluzione a funzioni completamente diverse.

Scenario Tipo di uso Azione prudente Perché
FAQ tradizionali Risposte statiche scritte e pubblicate in pagina. Nessun avviso da chatbot; mantenere autore e fonti. Non esiste interazione diretta con un sistema AI durante la visita.
Chatbot generativo Scambio bidirezionale con output prodotto al momento. Avviso chiaro all’avvio, limiti, privacy e contatto umano. La persona interagisce direttamente con un sistema AI.
Agente che esegue azioni Può prenotare, modificare dati o chiamare strumenti. Avviso, conferma prima delle azioni, permessi minimi e log. Trasparenza e sicurezza devono coprire anche gli effetti operativi.
Descrizioni prodotto assistite Bozze AI riviste da una persona. Controllo sostanziale, prove e responsabilità editoriale. Non sono automaticamente testi di interesse pubblico, ma devono restare veritieri.
Immagine decorativa sintetica Visual chiaramente illustrativo, non un fatto reale. Preservare provenienza e valutare una disclosure contestuale. Il rischio di inganno è diverso dal deepfake ma la filiera tecnica conta.
Notizia pubblicata automaticamente Testo AI su materia di interesse pubblico senza revisione. Disclosure chiara e revisione del processo prima della pubblicazione. È il caso più vicino alla regola specifica sui testi informativi.
Articolo verificato da una redazione AI come supporto, controllo umano sostanziale. Documentare revisione, fonti e responsabilità editoriale. Può operare l’eccezione, se il controllo è reale e non cosmetico.
AI solo nel back office Classificazione o sintesi interna non esposta direttamente. Valutare privacy, rischio e processi; niente avviso da chat per automatismo. Manca l’interazione AI-persona che attiva quella specifica disclosure.

L’assenza di un obbligo ai sensi dell’articolo 50 non significa assenza di GDPR, diritto dei consumatori, copyright, responsabilità editoriale o altre regole applicabili.

AI Act e GDPR sono due controlli diversi

Dire che il visitatore parla con un’AI non autorizza a raccogliere, conservare o trasferire qualsiasi dato inserito nella conversazione.

Finalità e base giuridica

Definire perché i messaggi vengono trattati, quali dati sono necessari e quale base rende lecito il trattamento.

Fornitori e trasferimenti

Verificare ruoli privacy, contratto, subfornitori, localizzazione e trasferimenti internazionali del servizio AI.

Conservazione e addestramento

Stabilire tempi, log, cancellazione e se i contenuti possono essere riutilizzati dal fornitore per addestrare o migliorare i modelli.

Dati sensibili e segreti

L’interfaccia deve prevenire l’invio non necessario di dati particolari, credenziali, informazioni sanitarie o segreti aziendali.

Trasparenza non equivale a liceità

Anche un chatbot perfettamente dichiarato può trattare dati in modo scorretto. AI Act, GDPR ed ePrivacy vanno mappati separatamente e poi ricomposti nello stesso flusso.

La disclosure è valida solo se le persone possono percepirla

L’articolo 50 richiede che le informazioni rispettino i requisiti di accessibilità applicabili. Il requisito entra nel componente, non resta nella policy.

Focus e tastiera

Apertura, chiusura, cronologia, invio, conferme ed escalation devono funzionare senza mouse e mantenere un focus visibile.

Nome e stato

Campi, pulsanti e messaggi dinamici devono avere nomi accessibili e comunicare caricamento, errore, risposta e completamento.

Avviso leggibile

Testo, contrasto, ordine di lettura e permanenza devono consentire di capire che si tratta di AI prima di interagire.

Alternative umane

Quando il chatbot è difficile o inadeguato, telefono, email o form accessibile non devono essere nascosti dietro la stessa interfaccia.

Un agente trasparente può comunque essere pericoloso

L’etichetta informa l’utente; non blocca prompt injection, abuso degli strumenti, perdita di dati o azioni non autorizzate.

Prompt injection

Contenuti della pagina, documenti recuperati o input dell’utente possono tentare di alterare istruzioni e comportamento del sistema.

Permessi degli strumenti

L’agente deve vedere ed eseguire soltanto ciò che serve. Lettura, scrittura, acquisto, invio e cancellazione richiedono confini distinti.

Conferma delle azioni

Operazioni con effetti esterni devono mostrare destinatario, dati e conseguenza e richiedere conferma prima dell’esecuzione.

Log e arresto

Tracciare eventi necessari, proteggere i log, rilevare anomalie e predisporre un modo rapido per disattivare il sistema senza spegnere il sito.

Per capire perché autonomia non significa volontà propria leggi il caso OpenAI–Hugging Face ; per il perimetro generale consulta anche la guida alla sicurezza dei siti.

Come implementare un componente AI senza aggiungere una targhetta all’ultimo minuto

Il lavoro corretto parte dall’inventario e termina con una verifica sul sito pubblicato, non con una frase standard copiata nella policy.

  1. 01

    Censire funzioni e fornitori

    Elencare chatbot, generazione, classificazione, modelli, API, widget, dati, strumenti collegati e soggetti coinvolti.

  2. 02

    Assegnare ruoli e obblighi

    Separare provider, deployer, integratore ed editore; raccogliere documentazione e portare i dubbi normativi al consulente competente.

  3. 03

    Progettare avvisi e controlli

    Scrivere microcopy, posizione, stato persistente, limiti, escalation umana, conferme e gestione degli errori.

  4. 04

    Minimizzare dati e permessi

    Ridurre payload, retention, strumenti, segreti, azioni e dipendenze al minimo necessario per l’obiettivo.

  5. 05

    Testare persone e macchine

    Verificare tastiera, screen reader, responsive, rete, cookie, marcatura, log, casi avversi e fallback senza JavaScript o servizio AI.

  6. 06

    Documentare e mantenere

    Registrare versioni, fornitori, decisioni, test e responsabili; ripetere il controllo quando cambiano modello, prompt, dati o funzioni.

Cosa posso realizzare sul sito

Posso progettare e implementare interfaccia, disclosure, accessibilità, minimizzazione tecnica, permessi, log, fallback e collegamenti alle informative. La qualificazione giuridica e la conformità legale del caso restano materia del professionista incaricato.

Scopri come sviluppo siti e funzioni su misura oppure richiedi una valutazione tecnica.

Fonti primarie verificate

Norma, linee guida e riferimenti tecnici usati per distinguere obblighi di trasparenza, privacy, accessibilità e sicurezza.

  1. Commissione europea — Linee guida sull’articolo 50

    Perimetro e interpretazione degli obblighi di trasparenza per provider e deployer.

    Apri la fonte
  2. Commissione europea — Domande e risposte sull’articolo 50

    Chiarimenti su ruoli, chatbot, contenuti sintetici, revisione umana, date ed eccezioni.

    Apri la fonte
  3. Commissione europea — Scheda rapida sulle regole di trasparenza

    I quattro casi principali e il periodo limitato per alcuni sistemi già sul mercato.

    Apri la fonte
  4. EUR-Lex — Regolamento (UE) 2024/1689

    Testo ufficiale dell’AI Act, compreso l’articolo 50 e i considerando pertinenti.

    Apri la fonte
  5. Commissione europea — Codice sui contenuti generati con AI

    Pubblicazione del codice volontario con indicazioni pratiche per marcatura e disclosure dei contenuti sintetici.

    Apri la fonte
  6. EUR-Lex — Regolamento generale sulla protezione dei dati

    Principi, basi giuridiche, trasparenza, minimizzazione, sicurezza e diritti nel trattamento dei dati personali.

    Apri la fonte
  7. EDPB — Parere sui modelli AI

    Anonimato dei modelli, legittimo interesse e conseguenze di dati personali trattati illecitamente.

    Apri la fonte
  8. W3C — Web Content Accessibility Guidelines 2.2

    Criteri verificabili per rendere contenuti e componenti web percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti.

    Apri la fonte
  9. OWASP — Top 10 per applicazioni LLM

    Rischi applicativi tra cui prompt injection, divulgazione di informazioni e gestione insicura degli output.

    Apri la fonte
  10. Commissione europea — Quadro normativo dell’AI Act

    Panoramica ufficiale dell’approccio basato sul rischio, delle categorie e delle fasi di applicazione.

    Apri la fonte

Fonti consultate e verificate il 24 luglio 2026. La guida è informativa e tecnica: non sostituisce una valutazione legale del caso concreto e non costituisce certificazione di conformità.

Domande frequenti su AI Act e siti web

Risposte dirette ai dubbi più comuni su chatbot, contenuti generati, policy e implementazione.

Ogni sito che usa AI deve mostrare un avviso?

No. Dipende dalla funzione. Un chatbot che interagisce direttamente con una persona è diverso da un assistente usato internamente per correggere una bozza o analizzare dati non esposti al visitatore.

Da quando si applica l’articolo 50 dell’AI Act?

Dal 2 agosto 2026. Esiste un periodo limitato fino al 2 dicembre 2026 soltanto per la marcatura e rilevabilità degli output di determinati sistemi già immessi sul mercato prima del 2 agosto.

Dove va messo l’avviso del chatbot?

In modo chiaro e distinguibile al più tardi all’inizio della prima interazione. Per prudenza progettuale, va mostrato prima dell’invio del primo messaggio e mantenuto riconoscibile nell’interfaccia.

Basta chiamarlo “assistente virtuale”?

Non sempre. Se il nome non rende evidente che si tratta di un sistema AI, è preferibile dichiararlo esplicitamente. L’eccezione dell’ovvietà va interpretata considerando contesto e utente.

Ogni testo scritto con ChatGPT va etichettato?

No. La regola specifica del deployer riguarda testi generati o manipolati dall’AI, pubblicati per informare il pubblico su materie di interesse pubblico. Controllo umano sostanziale e responsabilità editoriale possono rilevare come eccezione.

Un controllo ortografico umano è sufficiente?

La Commissione distingue la revisione sostanziale dagli interventi superficiali. Correggere refusi senza verificare contenuto, fonti e affermazioni non dimostra un controllo editoriale reale.

Metadati e watermark bastano per informare il pubblico?

Non automaticamente. La marcatura leggibile dalle macchine riguarda il livello tecnico del provider; quando il deployer deve fare una disclosure, questa deve essere chiara e percepibile dalle persone.

Un’immagine AI decorativa è un deepfake?

Non necessariamente. Il deepfake richiama persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e può apparire autentico o veritiero. Provenienza, contesto e rischio di inganno vanno comunque valutati.

Un chatbot AI richiede sempre il cookie banner?

No. Il banner dipende da cookie, tracciamento, identificatori e finalità. Il widget va ispezionato perché telemetria, analytics o servizi terzi possono introdurre trattamenti ulteriori.

La privacy policy può sostituire l’avviso nella chat?

No. La policy documenta il trattamento dei dati; l’avviso dell’articolo 50 serve a far capire, al momento giusto, che l’interazione avviene con un sistema AI.

Il chatbot deve essere accessibile?

L’informazione richiesta dall’articolo 50 deve rispettare i requisiti di accessibilità applicabili. Inoltre il componente va progettato con tastiera, focus, nomi accessibili, stati, errori e alternative coerenti con il perimetro del sito.

Puoi rendere il mio sito conforme all’AI Act?

Posso analizzare e implementare il perimetro tecnico: interfacce, avvisi, accessibilità, minimizzazione, permessi, log e documentazione. La qualificazione giuridica e la conferma di conformità richiedono il professionista legale competente.

Hai trovato utile questa guida? Condividila.

Nessun tracker sociale viene caricato prima della tua scelta.

Prossimo passo

Il tuo sito usa un chatbot o pubblica contenuti con AI?

Mappo il flusso tecnico, progetto avvisi e controlli accessibili, riduco dati e permessi e preparo un’implementazione verificabile da collegare alla valutazione legale.

Prova del controllo

PageSpeed Insights mobile: 100 in tutte le categorie

Risultato PageSpeed Insights del 28 luglio 2026: 100 in Performance, Accessibilità, Best Practices e SEO su mobile.
Google PageSpeed Insights · Lighthouse mobile · verificato 28 luglio 2026 Apri il report verificabile
© 1995–2026 Gian Luca Partengo · Tutti i diritti riservati.

GLP AI

Assistente AI GLP

Risposte basate sui contenuti pubblici di questo sito.

Dimmi che cosa ti serve dal tuo sito. Cercherò tra servizi e Articoli GLP e ti indicherò il percorso più pertinente.

Pronto

Stai interagendo con un sistema AI, che può commettere errori: le risposte non sono preventivi vincolanti. Non inserire dati personali, sensibili o riservati. Le domande vengono inviate a OpenAI per generare la risposta e non sono salvate da questo sito. Consulta la Privacy Policy.

Cerca