Chatbot o agente conversazionale
Se una persona scambia messaggi direttamente con un sistema AI, va verificato l’avviso all’inizio della prima interazione e la sua effettiva percepibilità.
Guide
Non ogni sito che usa l’intelligenza artificiale deve mostrare la stessa etichetta. Ruolo, funzione, contenuto e controllo umano determinano cosa verificare e come implementarlo.
Risposta breve
Se il sito fa interagire una persona con un sistema AI, l’interazione deve essere riconoscibile fin dall’inizio, salvo che sia già evidente. Contenuti sintetici, deepfake e testi di interesse pubblico seguono regole diverse. L’avviso visibile non sostituisce marcatura tecnica, privacy, accessibilità o sicurezza.
La presenza della parola “AI” nel prodotto non basta. Conta il comportamento osservabile dall’utente e il modo in cui l’output viene pubblicato.
Se una persona scambia messaggi direttamente con un sistema AI, va verificato l’avviso all’inizio della prima interazione e la sua effettiva percepibilità.
Occorre distinguere la marcatura leggibile dalle macchine, a carico del provider in determinati casi, dalla disclosure visibile richiesta al deployer per alcuni contenuti.
Correzione, ricerca, bozza o supporto interno non producono automaticamente un obbligo di etichettare ogni pagina. Finalità, trasformazione e controllo umano restano decisivi.
Un sito vetrina senza chatbot, generazione dinamica o contenuti sintetici rilevanti non diventa soggetto all’articolo 50 soltanto perché è stato sviluppato con strumenti AI.
Le nuove linee guida della Commissione chiariscono l’applicazione delle regole di trasparenza dell’articolo 50.
Non aspettare dicembre per il chatbot
Il periodo transitorio non rinvia in blocco avvisi nelle interazioni, disclosure dei deployer o verifiche sul sito. Va applicato solo al perimetro indicato dalla norma.
Lo stesso sito può coinvolgere più soggetti. Il contratto aiuta, ma non sostituisce l’analisi del ruolo concretamente svolto.
| Ruolo | Chi è | Esempio sul sito | Controllo decisivo |
|---|---|---|---|
| Provider | Sviluppa un sistema AI o lo immette sul mercato o in servizio con il proprio nome o marchio. | Piattaforma che fornisce il motore conversazionale o sistema proprietario offerto ai clienti. | Design dell’avviso, documentazione e marcatura tecnica degli output quando applicabile. |
| Deployer | Usa un sistema AI sotto la propria autorità nell’attività professionale. | Azienda che inserisce nel proprio sito il chatbot di un fornitore. | Configurazione, contesto d’uso, disclosure richiesta e rispetto delle istruzioni del provider. |
| Integratore o sviluppatore | Collega modello, interfaccia, dati e strumenti per conto del titolare del sito. | Realizza il widget, il flusso RAG, le API e le azioni dell’agente. | Non rimuovere salvaguardie, documentare scelte e capire se una modifica sostanziale cambia il ruolo. |
| Editore responsabile | Persona o organizzazione che controlla, approva e si assume la responsabilità della pubblicazione. | Redazione che verifica e riscrive un articolo preparato con AI. | Controllo umano sostanziale e responsabilità reale, non un passaggio formale. |
Un dipendente o collaboratore che usa lo strumento sotto la responsabilità dell’azienda non diventa automaticamente un deployer distinto. Assetto, autorità e modifiche vanno verificati nel caso concreto.
L’articolo 50 riguarda sistemi destinati a interagire direttamente con persone fisiche. L’eccezione del carattere “ovvio” va interpretata con prudenza.
Regola di interfaccia
La Commissione indica un’informazione chiara e distinguibile al più tardi all’inizio della prima interazione. Un testo nascosto nella privacy policy non svolge la stessa funzione.
La comunicazione deve rispettare i requisiti di accessibilità applicabili. Deve rimanere comprensibile anche con tastiera, screen reader, zoom e contrasto elevato.
“Assistente virtuale basato su AI” è più chiaro di un nome umano senza spiegazione. Il tono del personaggio non deve mascherarne la natura.
Il messaggio iniziale può essere accompagnato da un indicatore stabile nell’intestazione della chat, soprattutto se la conversazione è lunga o riaperta.
Spiegare cosa può fare, cosa non deve ricevere e come contattare una persona riduce errori, false aspettative e invio di dati non necessari.
L’avviso non va attenuato, coperto dal pulsante, presentato dopo l’invio del primo messaggio o reso illeggibile per proteggere il design.
Una serve alla rilevabilità lungo la filiera; l’altra informa direttamente la persona esposta al contenuto.
I provider di sistemi che generano audio, immagini, video o testo sintetici devono rendere gli output rilevabili e marcati in formato leggibile dalle macchine, nei limiti tecnicamente previsti.
Chi usa l’AI per generare o manipolare un deepfake deve dichiararne chiaramente l’origine artificiale. Per testi di interesse pubblico si applica una regola specifica.
Editing standard, output che non alterano sostanzialmente input o significato e alcuni contesti tecnici possono ricadere fuori dalla marcatura: non è un’esenzione generale per ogni assistente.
Metadati, watermark o credenziali di provenienza non sostituiscono automaticamente un messaggio visibile quando il deployer deve informare le persone.
Due livelli, due verifiche
Il sito deve preservare i segnali tecnici disponibili e mostrare la disclosure quando dovuta. Aggiungere soltanto una scritta “creato con AI” non dimostra che la filiera sia stata gestita correttamente.
L’obbligo specifico non riguarda indistintamente ogni descrizione prodotto, email o bozza. Riguarda testi pubblicati per informare il pubblico su materie di interesse pubblico.
Perché scatti la regola devono coesistere pubblicazione, finalità informativa verso il pubblico e materia di interesse pubblico. La Commissione invita a valutare contesto, destinatari e funzione reale del testo.
L’eccezione richiede un processo di revisione umana o controllo editoriale e una persona fisica o giuridica che assuma la responsabilità editoriale. Correggere refusi o approvare senza verificare non equivale a un controllo sostanziale.
Fonti controllate, affermazioni verificate, struttura rielaborata e responsabilità editoriale documentata descrivono un processo reale, non un clic finale.
Una pubblicazione automatica su salute, politica, sicurezza o altri temi di interesse pubblico richiede una valutazione molto più rigorosa e può richiedere disclosure.
Una scheda prodotto non rientra automaticamente nella regola sui testi di interesse pubblico, ma resta soggetta a correttezza, pubblicità, proprietà intellettuale e altre norme.
Versioni, fonti, autore della revisione, data e criteri di approvazione rendono verificabile ciò che altrimenti resterebbe una dichiarazione generica.
La tabella non sostituisce l’analisi legale, ma evita di applicare la stessa soluzione a funzioni completamente diverse.
| Scenario | Tipo di uso | Azione prudente | Perché |
|---|---|---|---|
| FAQ tradizionali | Risposte statiche scritte e pubblicate in pagina. | Nessun avviso da chatbot; mantenere autore e fonti. | Non esiste interazione diretta con un sistema AI durante la visita. |
| Chatbot generativo | Scambio bidirezionale con output prodotto al momento. | Avviso chiaro all’avvio, limiti, privacy e contatto umano. | La persona interagisce direttamente con un sistema AI. |
| Agente che esegue azioni | Può prenotare, modificare dati o chiamare strumenti. | Avviso, conferma prima delle azioni, permessi minimi e log. | Trasparenza e sicurezza devono coprire anche gli effetti operativi. |
| Descrizioni prodotto assistite | Bozze AI riviste da una persona. | Controllo sostanziale, prove e responsabilità editoriale. | Non sono automaticamente testi di interesse pubblico, ma devono restare veritieri. |
| Immagine decorativa sintetica | Visual chiaramente illustrativo, non un fatto reale. | Preservare provenienza e valutare una disclosure contestuale. | Il rischio di inganno è diverso dal deepfake ma la filiera tecnica conta. |
| Notizia pubblicata automaticamente | Testo AI su materia di interesse pubblico senza revisione. | Disclosure chiara e revisione del processo prima della pubblicazione. | È il caso più vicino alla regola specifica sui testi informativi. |
| Articolo verificato da una redazione | AI come supporto, controllo umano sostanziale. | Documentare revisione, fonti e responsabilità editoriale. | Può operare l’eccezione, se il controllo è reale e non cosmetico. |
| AI solo nel back office | Classificazione o sintesi interna non esposta direttamente. | Valutare privacy, rischio e processi; niente avviso da chat per automatismo. | Manca l’interazione AI-persona che attiva quella specifica disclosure. |
L’assenza di un obbligo ai sensi dell’articolo 50 non significa assenza di GDPR, diritto dei consumatori, copyright, responsabilità editoriale o altre regole applicabili.
Dire che il visitatore parla con un’AI non autorizza a raccogliere, conservare o trasferire qualsiasi dato inserito nella conversazione.
Definire perché i messaggi vengono trattati, quali dati sono necessari e quale base rende lecito il trattamento.
Verificare ruoli privacy, contratto, subfornitori, localizzazione e trasferimenti internazionali del servizio AI.
Stabilire tempi, log, cancellazione e se i contenuti possono essere riutilizzati dal fornitore per addestrare o migliorare i modelli.
L’interfaccia deve prevenire l’invio non necessario di dati particolari, credenziali, informazioni sanitarie o segreti aziendali.
Trasparenza non equivale a liceità
Anche un chatbot perfettamente dichiarato può trattare dati in modo scorretto. AI Act, GDPR ed ePrivacy vanno mappati separatamente e poi ricomposti nello stesso flusso.
L’articolo 50 richiede che le informazioni rispettino i requisiti di accessibilità applicabili. Il requisito entra nel componente, non resta nella policy.
Apertura, chiusura, cronologia, invio, conferme ed escalation devono funzionare senza mouse e mantenere un focus visibile.
Campi, pulsanti e messaggi dinamici devono avere nomi accessibili e comunicare caricamento, errore, risposta e completamento.
Testo, contrasto, ordine di lettura e permanenza devono consentire di capire che si tratta di AI prima di interagire.
Quando il chatbot è difficile o inadeguato, telefono, email o form accessibile non devono essere nascosti dietro la stessa interfaccia.
L’etichetta informa l’utente; non blocca prompt injection, abuso degli strumenti, perdita di dati o azioni non autorizzate.
Contenuti della pagina, documenti recuperati o input dell’utente possono tentare di alterare istruzioni e comportamento del sistema.
L’agente deve vedere ed eseguire soltanto ciò che serve. Lettura, scrittura, acquisto, invio e cancellazione richiedono confini distinti.
Operazioni con effetti esterni devono mostrare destinatario, dati e conseguenza e richiedere conferma prima dell’esecuzione.
Tracciare eventi necessari, proteggere i log, rilevare anomalie e predisporre un modo rapido per disattivare il sistema senza spegnere il sito.
Per capire perché autonomia non significa volontà propria leggi il caso OpenAI–Hugging Face ; per il perimetro generale consulta anche la guida alla sicurezza dei siti.
Il lavoro corretto parte dall’inventario e termina con una verifica sul sito pubblicato, non con una frase standard copiata nella policy.
Elencare chatbot, generazione, classificazione, modelli, API, widget, dati, strumenti collegati e soggetti coinvolti.
Separare provider, deployer, integratore ed editore; raccogliere documentazione e portare i dubbi normativi al consulente competente.
Scrivere microcopy, posizione, stato persistente, limiti, escalation umana, conferme e gestione degli errori.
Ridurre payload, retention, strumenti, segreti, azioni e dipendenze al minimo necessario per l’obiettivo.
Verificare tastiera, screen reader, responsive, rete, cookie, marcatura, log, casi avversi e fallback senza JavaScript o servizio AI.
Registrare versioni, fornitori, decisioni, test e responsabili; ripetere il controllo quando cambiano modello, prompt, dati o funzioni.
Cosa posso realizzare sul sito
Posso progettare e implementare interfaccia, disclosure, accessibilità, minimizzazione tecnica, permessi, log, fallback e collegamenti alle informative. La qualificazione giuridica e la conformità legale del caso restano materia del professionista incaricato.
Scopri come sviluppo siti e funzioni su misura oppure richiedi una valutazione tecnica.
Norma, linee guida e riferimenti tecnici usati per distinguere obblighi di trasparenza, privacy, accessibilità e sicurezza.
Perimetro e interpretazione degli obblighi di trasparenza per provider e deployer.
Chiarimenti su ruoli, chatbot, contenuti sintetici, revisione umana, date ed eccezioni.
I quattro casi principali e il periodo limitato per alcuni sistemi già sul mercato.
Testo ufficiale dell’AI Act, compreso l’articolo 50 e i considerando pertinenti.
Pubblicazione del codice volontario con indicazioni pratiche per marcatura e disclosure dei contenuti sintetici.
Principi, basi giuridiche, trasparenza, minimizzazione, sicurezza e diritti nel trattamento dei dati personali.
Anonimato dei modelli, legittimo interesse e conseguenze di dati personali trattati illecitamente.
Criteri verificabili per rendere contenuti e componenti web percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti.
Rischi applicativi tra cui prompt injection, divulgazione di informazioni e gestione insicura degli output.
Panoramica ufficiale dell’approccio basato sul rischio, delle categorie e delle fasi di applicazione.
Fonti consultate e verificate il 24 luglio 2026. La guida è informativa e tecnica: non sostituisce una valutazione legale del caso concreto e non costituisce certificazione di conformità.
Risposte dirette ai dubbi più comuni su chatbot, contenuti generati, policy e implementazione.
No. Dipende dalla funzione. Un chatbot che interagisce direttamente con una persona è diverso da un assistente usato internamente per correggere una bozza o analizzare dati non esposti al visitatore.
Dal 2 agosto 2026. Esiste un periodo limitato fino al 2 dicembre 2026 soltanto per la marcatura e rilevabilità degli output di determinati sistemi già immessi sul mercato prima del 2 agosto.
In modo chiaro e distinguibile al più tardi all’inizio della prima interazione. Per prudenza progettuale, va mostrato prima dell’invio del primo messaggio e mantenuto riconoscibile nell’interfaccia.
Non sempre. Se il nome non rende evidente che si tratta di un sistema AI, è preferibile dichiararlo esplicitamente. L’eccezione dell’ovvietà va interpretata considerando contesto e utente.
No. La regola specifica del deployer riguarda testi generati o manipolati dall’AI, pubblicati per informare il pubblico su materie di interesse pubblico. Controllo umano sostanziale e responsabilità editoriale possono rilevare come eccezione.
La Commissione distingue la revisione sostanziale dagli interventi superficiali. Correggere refusi senza verificare contenuto, fonti e affermazioni non dimostra un controllo editoriale reale.
Non automaticamente. La marcatura leggibile dalle macchine riguarda il livello tecnico del provider; quando il deployer deve fare una disclosure, questa deve essere chiara e percepibile dalle persone.
Non necessariamente. Il deepfake richiama persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e può apparire autentico o veritiero. Provenienza, contesto e rischio di inganno vanno comunque valutati.
No. Il banner dipende da cookie, tracciamento, identificatori e finalità. Il widget va ispezionato perché telemetria, analytics o servizi terzi possono introdurre trattamenti ulteriori.
No. La policy documenta il trattamento dei dati; l’avviso dell’articolo 50 serve a far capire, al momento giusto, che l’interazione avviene con un sistema AI.
L’informazione richiesta dall’articolo 50 deve rispettare i requisiti di accessibilità applicabili. Inoltre il componente va progettato con tastiera, focus, nomi accessibili, stati, errori e alternative coerenti con il perimetro del sito.
Posso analizzare e implementare il perimetro tecnico: interfacce, avvisi, accessibilità, minimizzazione, permessi, log e documentazione. La qualificazione giuridica e la conferma di conformità richiedono il professionista legale competente.
Prossimo passo
Mappo il flusso tecnico, progetto avvisi e controlli accessibili, riduco dati e permessi e preparo un’implementazione verificabile da collegare alla valutazione legale.